Stabilire in anticipo quanto costa un divorzio in Italia non è semplice, perché la spesa complessiva dipende da una serie di variabili che cambiano radicalmente da caso a caso. Un divorzio consensuale tra due coniugi senza patrimoni rilevanti e senza figli può costare poche centinaia di euro. Un divorzio giudiziale che coinvolge beni immobili in più Paesi, società, trust e questioni relative all’affidamento dei figli può raggiungere cifre a cinque o sei zeri. Comprendere i fattori che determinano il costo è il primo passo per affrontare il processo con realismo.
In Italia il divorzio può avvenire attraverso tre canali principali, ciascuno con implicazioni economiche diverse.
Il primo è il divorzio consensuale in tribunale. Quando entrambi i coniugi sono d’accordo sulle condizioni della separazione e del divorzio, possono presentare un ricorso congiunto. In questo caso i costi legali sono contenuti, poiché un unico avvocato può assistere entrambe le parti. Gli onorari professionali per un divorzio consensuale semplice variano generalmente tra i 1.000 e i 3.000 euro, a seconda della complessità del caso e della città in cui si opera. A questi si aggiungono il contributo unificato e la marca da bollo, che insieme ammontano a circa 100-200 euro.
Il secondo canale è il divorzio davanti al Sindaco, introdotto dal decreto legge 132/2014. Questa procedura è disponibile per le coppie senza figli minorenni o maggiorenni non autosufficienti, e senza trasferimenti patrimoniali. Il costo è minimo: un diritto fisso di 16 euro. È la forma più economica in assoluto, ma applicabile solo a situazioni molto semplici.
Il terzo è la negoziazione assistita, sempre introdotta dalla stessa normativa del 2014. Ciascun coniuge è assistito dal proprio avvocato, e l’accordo raggiunto ha valore di titolo esecutivo. I costi sono superiori rispetto al divorzio davanti al Sindaco ma inferiori a quelli di un procedimento giudiziale, e si collocano generalmente tra i 1.500 e i 4.000 euro complessivi.
Quando i coniugi non riescono a trovare un accordo, il divorzio diventa giudiziale. Qui i costi crescono in modo significativo. Ciascuna parte ha bisogno del proprio avvocato, e la durata del procedimento - che può estendersi su più anni - incide direttamente sulla parcella finale.
Gli onorari per un divorzio giudiziale partono da circa 3.000-5.000 euro per le situazioni meno complesse, ma possono superare i 15.000-20.000 euro quando il caso coinvolge patrimoni consistenti, perizie tecniche, consulenze finanziarie e un numero elevato di udienze. Se il giudice dispone una consulenza tecnica d’ufficio, ad esempio per la valutazione di un immobile o di un’azienda, il costo della perizia è a carico delle parti e può variare da qualche migliaio di euro a cifre molto più elevate.
Le spese processuali includono inoltre il contributo unificato, che per i procedimenti di divorzio giudiziale è attualmente di 98 euro, oltre alla marca da bollo. A questi si aggiungono eventuali costi per notifiche, copie autentiche e altri adempimenti burocratici.
Al di là della modalità scelta, diversi fattori incidono sulla spesa finale. Il primo è la presenza di figli. Quando ci sono figli minorenni o maggiorenni non autosufficienti, le questioni relative all’affidamento, al mantenimento e alla casa familiare richiedono una trattazione più approfondita, che si traduce in tempi più lunghi e costi legali più alti.
Il secondo fattore è il patrimonio. Coppie con immobili, partecipazioni societarie, conti all’estero o situazioni patrimoniali articolate richiedono analisi dettagliate e spesso l’intervento di consulenti esterni. La valutazione di un’impresa familiare, ad esempio, può richiedere un perito indipendente il cui compenso si aggiunge agli onorari legali.
Il terzo fattore è il livello di conflittualità. Un divorzio che inizia come consensuale può trasformarsi in giudiziale se le parti non raggiungono un accordo su uno o più punti. Ogni passaggio dal consensuale al contenzioso comporta un aumento dei costi, a volte molto rilevante.
La sede del procedimento influisce anch’essa sul costo. Gli onorari degli avvocati a Milano o Roma tendono a essere più elevati rispetto a quelli praticati in città più piccole, riflettendo il costo della vita e il mercato legale locale.
Dal 2012 le tariffe forensi obbligatorie sono state abolite in Italia, e gli avvocati sono liberi di concordare il compenso con il cliente. I parametri ministeriali (decreto ministeriale 55/2014, aggiornato nel 2022) forniscono un riferimento, ma non sono vincolanti. In pratica, il compenso viene stabilito in base alla complessità del caso, al valore della controversia, al numero di udienze previste e all’esperienza del professionista.
È buona prassi richiedere un preventivo scritto prima di conferire l’incarico. Il preventivo dovrebbe specificare le attività incluse, le eventuali spese aggiuntive prevedibili e le modalità di pagamento. Alcuni avvocati offrono la possibilità di rateizzare il compenso, il che può essere utile in un momento in cui le risorse finanziarie sono sotto pressione.
Per chi non dispone di mezzi sufficienti, l’ordinamento italiano prevede il gratuito patrocinio a spese dello Stato. Per accedervi è necessario che il reddito imponibile del richiedente non superi la soglia prevista dalla legge, attualmente fissata a circa 12.838 euro annui. Se si rientra nei requisiti, lo Stato copre le spese legali e processuali. La domanda va presentata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente, corredata dalla documentazione reddituale.
Il gratuito patrocinio è disponibile sia per il divorzio consensuale sia per quello giudiziale, e rappresenta una tutela fondamentale per garantire l’accesso alla giustizia a chi si trova in condizioni economiche difficili.
In Italia, salvo alcune eccezioni introdotte di recente, il divorzio richiede una previa separazione legale. Questo significa che i costi del divorzio si sommano a quelli già sostenuti per la separazione. Con la riforma Cartabia del 2022 è stato introdotto il procedimento unico, che consente di presentare domanda di separazione e divorzio nello stesso ricorso, riducendo i tempi e potenzialmente anche i costi complessivi. Tuttavia, non tutte le situazioni si prestano a questa procedura semplificata.
Affrontare un divorzio senza avere un’idea realistica dei costi è un errore comune. Il consiglio più utile è quello di consultare un avvocato il prima possibile per ottenere una stima personalizzata basata sulla vostra situazione specifica. Avvocati esperti in diritto di famiglia possono fornire una valutazione chiara delle opzioni disponibili e dei relativi costi, aiutandovi a scegliere il percorso più efficiente sia dal punto di vista economico che procedurale.
Il divorzio è un investimento nella propria autonomia futura. Comprenderne i costi fin dall’inizio permette di prendere decisioni informate e di evitare sorprese che, in un momento già difficile, possono aggravare inutilmente lo stress del processo.
The information on this website is intended as a guide and does not constitute legal advice. Vardags do not accept liability for any errors in the information on this website, nor any losses stemming from reliance upon the statements made herein. All articles and pages aim to reflect the legal position at time they were published, and may have been rendered obsolete by subsequent developments in the law. Should you require specialist advice, tailored to your situation, please see how Vardags can help you.
Vardags Limited is a limited company trading as Vardags, Company No 7199468, registered in England and Wales, having its registered office at 10 Old Bailey, London EC4M 7NG. Vardags is authorised and regulated by the Solicitors Regulation Authority (SRA Number 535955). Its VAT number is 99 001 7230.
Vardags uses the term ‘Partner’ as a professional title only, to describe a Senior Solicitor, Employee or Consultant with relevant experience, expertise and qualifications (whether legally qualified or otherwise) to merit the title. Our Partners are not partners in the legal sense. They are not liable for the debts, liabilities or obligations of Vardags Limited. Similarly, the term ’Director’ is a professional title only, to describe an employee or consultant of Vardags with relevant experience, expertise and qualifications to merit the title. It does not necessarily imply that the relevant individual is a director of Vardags Limited.
A list of the directors of Vardags Limited and a list of the names of those using the title of ’Director’ and ’Partner’ together with their official status is available for inspection at Vardags’ registered office.
