Un’accusa di sottrazione di minore internazionale è una delle questioni più delicate nel diritto di famiglia, con conseguenze immediate e gravi. Portare un minore a vivere in un altro paese, anche se sei il principale caregiver, non è un diritto unilaterale. La materia è regolata da trattati internazionali rigorosi e da leggi nazionali volte a proteggere il rapporto del bambino con entrambi i genitori e a prevenire le interruzioni causate da una rimozione illegittima. Se il tuo ex partner ti ha accusato di rapimento, è fondamentale comprendere il quadro legale e agire velocemente, poiché l’obiettivo principale previsto dalla legge è il rapido rientro del bambino nel paese di residenza abituale.
QUAL È LA PROCEDURA LEGALE IN UN CASO DI SOTTRAZIONE INTERNAZIONALE DI MINORE?
La procedura è caratterizzata da velocità ed efficienza, in quanto si concentra su un obiettivo principale: il rientro del bambino.
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Avvio del Processo: il genitore che non ha prestato il proprio consenso al trasferimento del minore, di solito, presenta una domanda presso l’Autorità Centrale designata ai sensi della Convenzione dell’Aia nel paese di residenza abituale del minore.
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Cooperazione delle Autorità Centrali: le autorità centrali di entrambi i paesi coinvolti collaborano per localizzare il bambino, facilitare la comunicazione e richiedere un ritorno volontario.
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Procedimenti giudiziari: se non si ottiene una dichiarazione volontaria, l’Autorità Centrale (o direttamente il genitore) avvierà procedimenti giudiziali nel paese in cui si trova il minore. Il ruolo di questo tribunale è molto specifico: non si pronuncia sul merito della controversia relativa all’affidamento o al collocamento del minore (né tantomeno su chi sia il genitore “migliore”). La sua unica funzione è quella di determinare se la sottrazione del minore sia stata ingiustificata ai sensi della Convenzione e, in tal caso, ordinarne il suo ritorno immediato.
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Giurisdizione per la custodia: secondo il Regolamento Bruxelles II bis, i tribunali dello Stato membro della residenza abituale originaria del minore mantengono la giurisdizione per decidere nel merito della responsabilità genitoriale, anche dopo che il minore è stato sottratto ingiustamente. Questo impedisce al genitore sottraente di ottenere un vantaggio legale spostando il bambino in un’altra giurisdizione.
COSA POSSO FARE PER DIFENDERMI DALL’ACCUSA?
Se ti trovi di fronte a una richiesta di sottrazione internazionale di minore, la tua risposta deve essere immediata, strategica e legalmente valida.
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Non ignorare i procedimenti: il processo della Convenzione dell’Aia è estremamente veloce. Ignorare una citazione del tribunale o una comunicazione da parte di un’Autorità Centrale sarà interpretato negativamente e quasi certamente porterà all’emissione di un ordine di restituzione contro di te.
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Valuta la legalità della tua mossa: la tua difesa dipenderà dai fatti specifici del tuo caso. Chiediti:
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Avevi il consenso dell’altro genitore?
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C’era un ordine del tribunale?
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Dove è situato il centro di interessi del minore?
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Raccogli e presenta le tue prove: la tua difesa deve essere basata su prove concrete. Questo include:
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qualsiasi accordo scritto, e-mail o messaggio di testo che dimostri il consenso o l’acquiescenza dell’altro genitore;
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provvedimenti del tribunale che autorizzano il trasferimento;
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prove a sostegno della tua tesi riguardo alla residenza abituale del bambino, come registri di iscrizione scolastica, registrazioni dei medici, iscrizioni a club sociali e/o sportivi, e testimonianze di insegnanti o amici nel nuovo paese.
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Comprendere le difese limitate: anche se il tribunale ritiene che la sottrazione sia stata ingiustificata, la Convenzione dell’Aia prevede alcune eccezioni molto specifiche in cui un giudice può rifiutarsi di ordinare il rientro del minore. Questi casi sono previsti in maniera tassativa.
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Consenso o acquiescenza: puoi dimostrare che l’altro genitore ha acconsentito sin da subito al trasferimento o ha acconsentito successivamente.
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Grave rischio di danno: puoi dimostrare che esiste un grave rischio che il ritorno del bambino lo esponga a danni fisici o psicologici o lo ponga in una situazione intollerabile. Questo è estremamente difficile da dimostrare; non si tratta di confrontare il tenore di vita o gli stili genitoriali.
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Le obiezioni del bambino: se il bambino ha raggiunto un’età e un grado di maturità tale per cui è opportuno tenere conto delle sue opinioni, e si oppone al ritorno, il tribunale valuterà la sua volontà caso per caso.
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Sistemazione nel nuovo paese: se le procedure sono state avviate più di un anno dopo la sottrazione e puoi dimostrare che il minore è ora ben sistemato nel nuovo ambiente.
Data la complessità e l’urgenza di questi casi, è essenziale chiedere una consulenza immediata a un avvocato specializzato in diritto di famiglia internazionale.